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BERGAMO «Mettiamoci in gioco» – Progetto 2006 – 2008

La realtà territoriale del centro della città di Bergamo è interessata da tempo dalla convivenza tra contesti di relativo benessere socio-economico e situazioni di povertà, emarginalizzazione, esclusione sociale, talvolta associate a situazioni abitative degradate.

Contestualmente gli sviluppi del fenomeno migratorio hanno comportato negli ultimi anni un significativo incremento delle presenze di alunni immigrati negli istituti scolastici del centro città.P6_A2b-67908_300

Quando si parla di povertà ed esclusione si fa riferimento in particolare a “nuove e vecchie forme di povertà”, nelle quali subentrano varie tipologie di disagio: situazioni di precarietà socio-economica (lavoro, qualità delle abitazioni, salute), problematiche legate ad aspetti socio-culturali come la possibilità di fruire delle opportunità del sociale, di utilizzare le fonti di comunicazione in modo consapevole, di esercitare il proprio diritto alla partecipazione e ad avere un ruolo attivo nella democrazia.

Le emergenze sociali hanno anche riportato in primo piano il protagonismo degli operatori sociali presenti nel territorio (cooperative sociali, volontari, gruppi di quartiere, oratori), che con le loro iniziative hanno dimostrato di avere una notevole influenza sull’approccio ai problemi ed anche sulla capacità di intervenire in supporto a questi nuclei familiari nella loro quotidianità, in collaborazione con le istituzioni che tradizionalmente si occupano di questi temi ( come i servizi sociali e la scuola.MIG-103973_300

Il progetto “Mettiamoci in gioco”, è stato attivato in via sperimentale ad ottobre 2006 grazie al contributo dell’associazione Nepios-onlus di Bergamo: l’intento è stato quello di offrire ai minori l’opportunità di aggregarsi perché si potessero sentire accolti e sostenuti circa l’aspetto scolastico e le dinamiche relazionali e amicali.

La concretizzazione del pensiero condiviso è avvenuta nell’anno scolastico 2006/2007 e 2007/2008. Nel progetto sono stati coinvolti 80 minori, tutti stranieri, e sono stati utilizzati gli spazi interni ed esterni dell’Oratorio S. Filippo Neri di Bergamo.