In collaborazione con Neuropsichiatria Infantile dell’Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII di Bergamo

2005 – 2013

Diagnosi precoce dei disturbi dello sviluppo neuropsicomotorio e cognitivo nelle età sensibili in bambini selezionati per “alto rischio”

Dall’anno 2005 la Neuropsichiatria Infantile degli Ospedali Riuniti di Bergamo, grazie al sostegno dell’Associazione Nepios-Onlus, ha potuto attivare un progetto innovativo volto a riconoscere precocemente elementi di disturbo nello sviluppo in bambini a rischio di disarmonie evolutive in età prescolare e scolare.

Nella prima fase del progetto si è concentrata l’attenzione sulla categoria dei bambini nati pretermine e in particolare con grave prematurità (età gestazionale < alle 33 w e/o peso alla nascita <1500 g); la prematurità infatti può essere correlata a disturbi neuropsichici che spesso sfuggono al follow-up che già viene effettuato presso gli OORR in modo sistematico su tutti i bambini fino ai 2 anni di età (circa 200 bambini nuovi ogni anno vengono arruolati in tale follow-up), per presentarsi nelle età successive.

Il progetto era finalizzato alla prevenzione secondaria (diagnosi e intervento precoce) al 2° anno della scuola materna e inizio scuola elementare, con la conseguente possibilità di costruire tempestivamente un percorso di rinforzo delle funzioni del bambino e di aiuto educativo ai genitori.

L’intervento era costituito concretamente da un incontro con i bambini e le loro famiglie nel quale veniva ricostruita la storia dello sviluppo del bambino con un’attenzione rivolta sia agli aspetti inerenti allo sviluppo neuromotorio, cognitivo e degli apprendimenti, sia quelli emotivi e psicologici delle dinamiche relazionali del bambino.

In un secondo tempo nei bambini in età della scuola dell’infanzia veniva esaminato lo sviluppo psicomotorio, mentre nei bambini in età scolare veniva somministrata una batteria testale per la valutazione degli apprendimenti.

Tutti i bambini venivano sottoposti a una visita neurologica.

In alcuni casi l’intervento non era limitato a un solo incontro, ma la situazione richiedeva un monitoraggio nel tempo e altri colloqui con i genitori e/o con gli insegnanti.

Il 49% dei bambini esaminati ha presentato uno sviluppo adeguato all’età o con problematiche lievi; il 32% ha avuto bisogno di un approfondimento presso il servizio di NPI territoriale per la presenza di problematiche maggiori; il 10% ha richiesto indicazioni per il potenziamento di lievi difficoltà con riscontro successivo di buon recupero e nel 7% dei casi si è consigliato un monitoraggio nel tempo.

I bambini reclutati per tale studio sono stati 648, il numero di coloro che hanno completato l’iter proposto è stato di 518.

Il sostegno psicologico per situazioni famigliari problematiche è stato proposto ed effettuato a 68 gruppi famigliari.

Il progetto ha coinvolto anche la figura delle insegnanti che si occupano della crescita globale del bambino insieme ai genitori.

Visto il risultato ottenuto in questi primi anni, si è in seguito considerato di allargare l’intervento di prevenzione ad altre categorie di bambini con rischio neuropsichico: bambini affetti da cardiopatia congenita corretta chirurgicamente nei primi mesi di vita e con rischio molto elevato; bambini affetti da epilessia e con difficoltà neuropsicologiche valutati prevalentemente in età scolare; bambini con gravi difficoltà relazionali e comunicative che si manifestano nei primi due anni di vita ( individuazione precoce del disturbo pervasivo dello  sviluppo).

I bambini appartenenti a queste ultime categorie valutati e seguiti negli ultimi 2 anni sono 91.

Il progetto Nepios si inserisce perfettamente nell’ambito della specifica caratteristica di “trasversalità” dell’intervento della neuropsichiatria infantile: con questo progetto  infatti si consolida il lavoro interdisciplinare con le  altre specialità pediatriche nello sforzo comune di garantire a questi bambini e alle loro famiglie un futuro migliore.

L’attività sostenuta da Nepios è stata presentata al XXIII Congresso Nazionale SINPIA e sarà in oggetto di un convegno a carattere nazionale promosso dall’Azienda Ospedaliera in collaborazione con Nepios che avrà luogo il 15 novembre 2014 presso il Teatro Sociale in Città Alta (Bergamo).

….. dal 2014

Il progetto prosegue: “Dalla tecnologia informatica nuove opportunità per la riabilitazione infantile”.

 

Il progetto, concluso nel 2013 continuerà e si concretizzerà con la realizzazione di un nuovo progetto finalizzato all’allestimento di uno spazio multifunzionale per interventi riabilitativi mediante l’utilizzo di strumenti multimediali che favoriranno gli apprendimenti e le autonomie del bambino disabile: l’intento principale è quello di modificare le credenze collettive che tendono a non riconoscere l’esistenza di un pensiero e di emozioni in chi non può usare la voce, il movimento o non sa leggere.

Sarà creata un’area informatizzata con materiale sviluppato da esperti nella riabilitazione dell’età evolutiva, che permetterà l’interazione ludica tra bambino e genitori in un contesto sicuro e motivante.

In questo modo il nostro paziente sarà  impegnato in attività che sono molto simili a quelle dei coetanei.

Ciò che renderà specifico il progetto rispetto a proposte analoghe sul territorio sarà la possibilità di avere spazi finalizzati e attività creativo-espressive proprio all’interno della neuropsichiatria infantile, che diventerà così concretamente un luogo anche preventivo-educativo nell’area del benessere e della promozione della qualità di vita e di conseguenza più accessibile rispetto alla individuazione e alla cura della patologia.